Curriculum Vitae Addio???

La prima persona a scrivere di proprio pugno  un curriculum vitae o “resume” come si dice negli States è stato un certo Leonardo Da Vinci nel 1482, ma per avere un primo curriculum che includa anche dati “sensibili” come peso, età, altezza, stato civile e religione, bisogna attendere il 1940, anche se a quel tempo era considerato “un di più”.

 


Solamente nel 1950 il curriculum diventa una consuetudine e anzi viene richiesto dai selezionatori del personale durante i colloqui. 

Un nuovo modo di presentarsi alle aziende entra prepotentemente nelle nostre abitudini nel 1995 con l’avvento delle email mentre un anno prima nel 1994 viene fondata CareerBuilder il più grande sito on-line per la domanda e l’offerta di opportunità di lavoro degli Stati Uniti, oggi presente in oltre 21 paesi e in più di 50 mercati mondiali.

Se t’interessa sapere passo a passo come si è evoluto questo strumento fondamentale per farsi conoscere professionalmente puoi  guardare la minuziosa ricostruzione che Business Insider ha dedicato all’argomento.

Ed eccoci finalmente ai giorni nostri, l’avvento delle reti in fibra ottica, l’ampio utilizzo dei social network, dei blog e degli strumenti che oggi il web ci mette a disposizione, ha fatto evolvere questo strumento che utilizziamo da più di 500 anni  modificandolo radicalmente, ma la tecnologia comporta anche dei rischi se non si sa come utilizzarla a proprio favore.


 

Chiarisco meglio il mio concetto.
 

Nel 2010 ho pubblicato un articolo che sottolineava come gli “Headunters”  stessero utilizzando sempre più spesso la rete e i social network, non solo per selezionare i candidati da sottoporre ai loro clienti, ma soprattutto per raccogliere informazioni e confrontare i curriculum vitae ricevuti  dagli stessi.


Sempre nello stesso articolo rimarcavo come i social network e la rete in generale potessero diventare uno strumento estremamente dirompente nelle mani dei candidati che avessero saputo differenziarsi dalla massa, allo stesso tempo, ricordavo che la struttura stessa della rete e la continua crescita degli utenti dei social network, rappresentavano un fattore di “attenzione” per chi vuole farsi conoscere su internet.

I dati che emergevano dall’ inchiesta svolta su scala nazionale e condotta su di un campione composto da 3100 datori di lavoro erano decisamente interessanti, si sottolineava come il 22% dei responsabili delle aziende, ammettesse  di utilizzare i Social Network, Facebook, Twitter, Linkedin  i più scandagliati dai “cacciatori di teste”, non tanto per la ricerca dei candidati, ma più che altro per dettagliare il profilo “reale” del candidato e trovare conferme a quanto riportato sul curriculum inviato.






 

Va sottolineato che nel 2006 la percentuale dei responsabili HR che effettuava la ricerca sui Social era del 11%, quindi in soli 4 anni era raddoppiata. Oggi questa percentuale è salita al 37% (dati relativi al 2010)

Il secondo dato piuttosto interessante che riportava la ricerca era che il 34% dei selezionatori che aveva effettuato le proprie  ricerche sui Social Media, dichiarava di aver scartato dai processi di selezione i candidati le cui informazioni e i contenuti dei loro profili potevano destare qualche tipo di preoccupazione.

Tra i principali fattori di “allarme” spiccavano:
 

  • ammettere di fare uso di alcool e droghe 48%,
     
  • pubblicare foto o affermazioni inopportune 40%.
     
  • avere scarse capacità di comunicazione 29%
     
  • aver parlato male di ex aziende/datori di lavoro ed ex colleghi 28%.
     
  • aver mentito rispetto alle proprie qualifiche 27%.
     
  • aver utilizzato commenti discriminatori riguardo a razza, sesso e religione 22%
     
  • aver utilizzato un nome utente non professionale 22%
     
  • aver condiviso informazioni confidenziali sui precedenti datori di lavoro 19%
     

Spesso durante i miei corsi le persone mi sentono ripetere che “la memoria della rete è infinita”, questo vuol dire che qualsiasi cosa voi pubblicate,  resta ed influenza l’immagine che gli altri hanno di voi in modo permanente.

La buona notizia che emergeva dalla ricerca era che il 24% dei responsabili delle assunzioni che avevano  cercato informazioni  sui Social Network dichiarava di aver trovato contenuti tali da confermare la propria decisione di assumere un particolare candidato.

Tra i fattori principali che avevano  influenzato positivamente l’assunzione, spiccavano:
 

  • aveva  qualifiche  che lo rendevano adatto al lavoro (48%)
     
  • presentava ottime doti comunicative (43%)
     
  • il candidato si adattava perfettamente alla cultura dell'azienda (40%)
     
  • il sito o il profilo comunicava un'immagine professionale (36%)
     
  • altri utenti avevano pubblicato referenze positive su di lui (31%)
     
  • mostrava  un'ampia gamma di interessi (30%)
     
  • il candidato aveva ricevuto diversi premi e riconoscimenti (29%)
     
  • il candidato aveva un profilo creativo (24%)
     

L’avvento dei Video Curriculum, oggi lascia ampio spazio alla fantasia dei candidati, e specie per alcuni profili professionali, quelli creativi e di relazione per intenderci, manda completamente in pensione il più classico Curriculum vitae, l’importante è ricordarsi che “… Non esiste una seconda occasione per fare una buona prima impressione” a maggior ragione se si appare su di un video e lo si pubblica sul proprio canale  Youtube. (clicca qui per vedere il video di “ernestocinquenove” un ragazzo romano che lavora come creativo nel campo pubblicitario)

 

A questo proposito voglio ricordarvi alcune semplici regole da utilizzare sui vostri profili social:


- Eliminate informazioni poco chiare o ambigue.

- Prima di iniziare a cercare lavoro, assicuratevi di rimuovere foto, contenuti e collegamenti che possano comunicare messaggi “indesiderati” ad un potenziale cliente o datore di lavoro.

- Aggiornate regolarmente il vostro profilo.

- Assicuratevi di includere un elenco dei vostri successi personali, nel mondo del lavoro e in quello privato.

- Includete Premi, Riconoscimenti ed eventuali referenze.

- Monitorate i commenti ai vostri post e “moderateli”.

- Aderite ai gruppi in modo selettivo.

- L’amicizia non si rifiuta a nessuno, se qualcuno non si comporta in modo etico, richiamatelo, e se persiste, “eliminatelo” dai vostri amici.

- Siate discreti. (meglio rendere private alcune informazioni del vostro profilo e consentirne la consultazione solo ai vostri amici).

- Pubblicate solo ed esclusivamente informazioni reali che Vi riguardano … oggi qualunque selezionatore, o potenziale cliente/fornitore che non vi conosce direttamente come minimo “googola” il vostro nome per  raccogliere le prime informazioni su di voi.

- Ricordatevi sempre che il vostro Avatar digitale, spesso può fornire un’immagine diversa dal vostro “io” reale … siate Voi stessi on line e off line.

Il curriculum vitae come lo abbiamo utilizzato sino a qualche anno fa, ci dice addio per lasciare spazio a nuove forme più creative, gli unici limiti sono la nostra creatività e fantasia.

 


 

E tu, che tipo di esperienze hai avuto? Ti è mai capitato di “googolare” qualcuno per raccogliere informazioni? Hai mai selezionato un tuo collaboratore cercando informazioni sui social?

Sarei felice se tu volessi scrivere un commento con una tua esperienza personale.

 

25/10/2012
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